Un blog per vendere all'estero

Vendere all'estero è una grande opportunità per le aziende italiane, tutte, specie quelle artigianali, piccole e medie.
In questo blog lavoreremo insieme per trovare la strada migliore e avere successo con facilità.

Tra vent’anni sarai più deluso delle cose che non hai fatto che di quelle che hai fatto. E allora molla gli ormeggi. Lascia i porti sicuri. Lascia che gli alisei riempiano le tue vele. Esplora. Sogna

Mark Twain.


Visualizzazione post con etichetta borse. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta borse. Mostra tutti i post

lunedì 4 agosto 2014

Andare all'estero con creatività e sparigliando




Dicevamo delle borse di Ida De Rosis, una stilista emergente che sta avendo un successo crescente con le sue creazioni fuori dal convenzionale.
L’obiettivo che stiamo perseguendo a questo punto è quello di presentarci al Tranoi di Parigi a fine settembre con un brand che non passi sotto silenzio. No, non abbiamo milioni di euro da investire per tappezzare Times Square e Place Vendome di manifesti né possiamo organizzare una sfilata con Charlize Theron, Cameron Diaz e Raina di Giordania. Anzi il budget è limitato, sobrio, onesto. Per cui conta più la creatività che non il denaro.

Il nostro scopo è quello di poter far vedere ai buyer delle boutique importanti che hanno per le mani un brand che non solo dà grandi garanzie in termini di qualità dell’idea e perfezione della manifattura –proprio nel senso di realizzata a mano- ma anche e soprattutto in vivacità del marchio.

Portare quindi un book che sia fatto non dal catalogo prodotto, ma dalle attività per promuovere il brand.
Pubblicità in rete? Sì, va bene: ma bisogna dare contenuto innanzitutto. Non solo foto di borse, ma ambientazione, stile. Stiamo lavorando sul tipo di donna che indossa questa borsa: chi è, dove si trova, che cosa le interessa, come vive.

Quali sono le storie che legge.
Gli argomenti che le interessano.

Questo va poi pubblicizzato: non la pagina dove trovi delle borse, ma la pagina dove trovi lo stile di chi ama queste borse. Video tutoria sullo stile dell’abbigliamento ad esempio. O suggerimenti per una serata perfetta con gli amici.

E la storia, di Roma –dove abita la stilista- delle Marche –dove si realizzano le borse- di viaggi.
Abbiamo giocato portando in giro borse per il mondo, con l’aiuto di amici e approfittando per periodo estivo, per far vedere i luoghi dive la borsa sta bene e con chi.

E lo faremo diventare una storia: e-book, infogrammi, Steller, Pinterest per narrare di questi viaggi.
E questo è solo l’inizio.

Opinion leaders? Testimonial? Sì, ma non troppo famosi: preferisco stelle del web, magari emergenti, ma ben determinate. Molto di più lo stile di una Elena Braghieri che quello di Chiara Ferragni, fashion blogger per la quale ho una grande stima ma che non vedo adatta per questa linea di creazioni. O magari sparigliando le carte Domitilla Ferrari, Claudia de Lillo, Stefania Boleso oppure osare ancora di più è coinvolgere Massimo Benedetti, Matteo Blanx o Giovanni Scrofani e #Gilda35 per uscire dal mondo del fashion ed entrare in quello delle giornaliste, delle web marketer, delle mamme blogger di fama così come in quello dei geniali creativi molto ironici che amo tantissimo. Che abbiano sempre la classe del tipo di donna che la stilista ha in mente quando disegna le sue borse. Donne un po’ come lei, donne De Rosis.


Che suggerimenti avete? Che consigli? Che critiche?

domenica 29 giugno 2014

Andare all'estero trascinati dal brand: l'esperienza di Pitti e quella di Ida DeRosis



Parla del successo di Pitti Uomo il CorSera sabato 28 giugno, con un articolo al momento introvabile sul web a firma F.Fio. (proviamo tutti a cercalo con questa stringa “i segnali positivi registrati al Pitti Uomo, soprattutto sul mercato interno).

Ciò che colpisce non è però l’incremento di proposte e di vendite che si sta registrando quando la sterzata netta da prodotto ad altro.
Così la suggella Agostino Poletto direttore di Pitti Immagine nel testo dell’articolo “Realizzare un ben prodotto, una collezione di successo, non è più sufficiente soprattutto all’estero. Viene richiesta la capacità di creare un vero e proprio life style con una precisa identità di brand in grado di offrire accessori” e molto di più.

Per questo Poletto informa che Pitti ha selezionato 15 aziende del mondo della moda per accompagnarle in questo percorso che rilancia il valore aggiunto della storia, dell’eredità, dello stile che un brand vuole offrire ai suoi clienti, siano essi buyer siano coloro che indosseranno quei capi o accessori per esaltare la propria personalità.


Prendiamo le borse di Ida de Rosis ad esempio: prodotti sofisticati, molto ben realizzati da artigiani marchigiani, pezzi unici. Che devo raccontare una storia, la storia della loro stilista come quella di chi ne farà uso per condividere con il mondo che la circonda la propria sicurezza e la propria personalità.

Come si può fare?

Ve lo racconteremo un po’ alla volta, svelando la strategia che porterà Ida e le sue creazioni a Parigi a settembre.