Un blog per vendere all'estero

Vendere all'estero è una grande opportunità per le aziende italiane, tutte, specie quelle artigianali, piccole e medie.
In questo blog lavoreremo insieme per trovare la strada migliore e avere successo con facilità.

Tra vent’anni sarai più deluso delle cose che non hai fatto che di quelle che hai fatto. E allora molla gli ormeggi. Lascia i porti sicuri. Lascia che gli alisei riempiano le tue vele. Esplora. Sogna

Mark Twain.


domenica 5 febbraio 2012

Gettare l'abitudine alle ortiche








Colgo lo spunto offerto dal premier Mario Monti, che ha affermato che gli Italiani sono refrattari al cambiamento e che devono sforzarsi di superare questa resistenza, per riprendere il tema di ieri e sottolineare i due principali ostacoli che limitano il nostro successo.

Il primo lo anticipavo appunto ieri: il troppo amore per il proprio prodotto, che spinge a convincersi che basta fare cose di qualità per vendere. Non è così. Confermo quanto affermavo ieri e soprattutto due giorni fa illustrando come è cambiata la concorrenza.

Per il secondo mi rifaccio all’autorevolezza del nostro attuale primo ministro: “abbiamo sempre fatto così”.

Peccato che il mondo negli ultimi dieci anni sia cambiato così tanto da non essere più riconoscibile, con modifiche così irreversibili da costringere a non fare più così, ma a cambiare di continuo.

Gli ultimi 12 anni hanno introdotto sullo scenario globale, cosa che di per sé è già un cambiamento epocale (onestamente, negli anni Settanta che cosa ce ne importava di ciò che succedeva in Francia? In che modo influenzava profondamente la nostra vita?), un numero di crisi superiore probabilmente al due millenni precedenti, e di tutti i tipi: sanitarie, belliche, cataclismatiche, economiche, finanziarie, politiche, sociali, tecnologiche.

Come si può ritenere che fare le cose come si è sempre fatto permetta di vincere oggi? Magari sopravvivere, più probabilmente spegnersi lentamente. Ma non svilupparsi.
Ogni anno nascono una manciata di nuovi mezzi di interrelazione, oggi il nuovo social media emergente sembra essere Pinterest che può essere sfruttato benissimo dalle imprese per crescere, e a livello mondiale.

Concludendo questo trittico di post sul tema dello sviluppo riassumo i miei consigli:

1.    Siate pronti a cambiare, il mondo attende le novità. E guardare il mercato con uno sguardo disincantato e nuovo. Le abitudini vanno gettate via: devono dare esperienza non vincoli.
2.    Il prodotto serve, ma è condizione necessaria: non mettetelo al centro del vostro sviluppo, considerate anche come raccontarlo e come emozionare i vostri clienti
3.    Fidatevi di qualcuno che vi possa aiutare, scegliete voi chi, come volete, ma non pensate di poter fare tutto da soli. Oggi non è possibile se si vuole avere successo e crescere. La vostra concorrenza lo sta già facendo.

Che cosa ne pensate?

1 commento:

  1. Io enfatizzerei il terzo punto. Quanto è forte la presunzione di saper (o poter) fare tutto da soli? Proporzionalmente a quanto è debole la rete di relazioni professionali. Normalmente la presunzione di "bastare a se stessi" porta ad una rete fatta di interessi e non di valore. Specialmente in questo periodo di crisi, la fame di guadagni immediati, ha fatto perdere a molti imprenditori la vista a medio/lungo termine delle relazioni. La misura rimane solo l'immediato R.O.I. sulla rete di contatti e sui nuovi contatti. Quanto ricavo dal conoscerti?...in termini di denaro (che spesso non è uguale a crescita).
    E' solo una provocazione o una realtà anche per voi?

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